Giuseppe Solmi
 

Per saperne di più

Corano
Medio Oriente,
fine XVIII secolo
Per accostarsi alla cultura mediorientale occorre conoscere, almeno in parte, i fatti storici e gli avvenimenti dai quali la cultura islamica trae origine.
Corano,
India, XV secolo.
Dala'il al Khayrat,
Turchia, XVIII secolo
Il quadro storico
L'Islam prende vita nei primi decenni del VII secolo d.C. lungo la costa occidentale dell'Arabia (Mar Rosso).
Quando nacque Maometto (che d'ora in avanti chiameremo Muhammad), in quest'area si trovavano due centri abitati da popolazioni sedentarie: Mecca e Yatrib.

Tra gli oggetti di culto, ritenuti abitati da potenze divine, le pietre erano le predilette. AMecca particolare venerazione e prestigio godeva la pietra nera. La situazione commerciale privilegiata della Mecca e il culto della pietra nera nel santuario detto Ka'ba contribuirono a dare alla città una grande importanza religiosa.
Questi tempi di paganesimo preislamico verranno definiti dal Corano col termine spregiativo di "Jahiliyya", cioè epoca dell'ignoranza. La nuova religione si appoggiò alla cultura tradizionale araba del tempo. La lingua principalmente ricevette con l'Islam una sorta di consacrazione definitiva.
Questo è, per sommi capi, l'ambiente in cui nasce Muhammad.

Il Profeta
L'anno di nascita di Muhammad si può collocare con una discreta sicurezza tra il 567d.C. e il 572. Le uniche date certe della sua vita sono quelle dell'Egira (cioè l'emigrazione a Medina, che già conosciamo col nome di Yatrib) nel 622 e quella della
Kitab Hayat Al-Hayawan,
La vita degli animali.
Marocco, metà XIX secolo.
sua morte 632.
Secondo le fonti egli apparteneva alla grande e potente tribù dei Quraish, praticamente signori della Mecca. Dopo un'infanzia tribolata sposò una ricca vedova Khadigia. Dopo circa quindici anni di matrimonio Muhammad cominciò, durante i
Corano,
India, XVII secolo.
lunghi e periodici ritiri spirituali previsti dal paganesimo preislamico, ad avere alcune visioni, che si crede possano aver preceduto le manifestazioni auditive.

La tradizione, ma ciò è riscontrabile anche nel Corano, narra che Muhammad, quando veniva investito dalla rivelazione divina, cadesse febbricitante a terra e gridando chiedesse di essere avvolto in un manto. Verso la fine del 612, Dio ordina a Muhammad di cominciare il suo apostolato pubblico. Da questo momento le persecuzioni contro Muhammad e lo sparuto gruppo dei suoi seguaci aumentano.
Da quando, nel 622, si trasferisce a Yatrib la vita di Muhammad è caratterizzata non solo dalle rivelazioni, e dall'essere comunque messaggero e profeta di Dio, ma anche da un costante
Foglio di Corano.
Nord Africa, IX-X secolo.
sforzo politico per assicurare una convivenza pacifica agli abitanti di Medina, per garantire provvigioni all'oasi consolidando e affermando tutto quanto è indispensabile ad una società nata e cresciuta nel giro di pochissimo tempo.
Nel 630, dopo varie spedizioni Muhammad entra a Mecca senza colpo ferire e il suo comportamento verso i vinti è estremamente tollerante. La capitale rimane Medina. Nel 632 Muhammad compie quello che viene chiamato "il pellegrinaggio d'addio" durante il quale tiene una predica ai credenti di cui si ha una eco in Corano V, 3.


Il Corano
Non è semplice spiegare in poche righe cos'è e cosa rappresenta il Corano per un musulmano.
Si potrebbe riassumere con un esempio riportato in una definizione sunnita: " così come si dice che il fuoco è una sostanza comburente menzionabile in espressioni verbali e
Corano, India, fine XVIII secolo


Corano,legatura
laccata e dipinta.
India, XVIII secolo
scrivibile con la penna senza che ne derivi una reale presenza del fuoco nel suono e nelle lettere" così il Corano è presente ab aeterno nella sostanza divina, coeterno a Dio come i suoi
Risala,
Iraq, XVII secolo
attributi, e da Dio dettato letteralmente al Profeta.
Il musulmano è tenuto a credere che: il Corano sia un libro rivelato da Dio al Profeta mediante un angelo e derivato da un Archetipo celeste, rivelato in una notte benedetta e successivamente a frammenti, sì che un frammento posteriore può anche abrogarne uno anteriore, da leggere salmodiando. Il Corano conferma i messaggi profetici contenuti nelle scritture precedenti ed è rivelato a Muhammad gratuitamente e insperatamente. E' inimitabile e l'uomo non lo può alterare.Non fu suggerito a Muhammad né da se stesso, né da un estraneo, né da demoni, tanto più che è in lingua araba chiara. Esso contiene parti oscure e allegoriche che è sconsigliabile interpretare, poiché la giusta interpretazione la conosce solo Dio. E' infallibile e la sua recitazione può avere forza incantatoria o medicinale. E' destinato a tutti gli uomini. La parola Corano (Qur'an) significa recitazione, lettura ad alta voce, proclamazione, predicazione.
Come forma esteriore il Corano si presenta come un volume suddiviso in 114 capitoli detti sura, a loro volta suddivisi in versetti detti aya (plurale ayat). La divisione del Corano in sure è molto antica. Ogni sura è preceduta dal titolo, generalmente
preso da una parola caratteristica contenuta nel testo della sura stessa, spesso del tutto incongruente con il contenuto generale.
Tutte le sure, ad eccezione della IX, che anticamente faceva tutt'uno con la VIII, cominciano con un'invocazione detta "basmala" ("In nome di Dio il Clemente il Misericordioso).
A questo punto c'è da chiarire che il contenuto del Corano è estremamente composito e asistematico. Contiene i fondamenti del credo e del culto, ma non li espone in modo ordinato e dettagliato, come faranno in seguito i trattati di teologia e i manuali di diritto islamico. E' difficile trovare una sura che sia completamente riservata ad un unico argomento, e nella maggior parte dei casi i versetti si susseguono senza una rigida successione logica.
Fin dai primi secoli dell'Islam gli esegeti si interessarono alla risoluzione del problema di una classificazione cronologica il più possibile esatta e unanime delle sure coraniche perché come abbiamo visto un versetto posteriore può abrogarne uno anteriore.

Corano, Turchia,
metà XIX secolo
Islam e Cristianesimo
Corano,
Persia, XV secolo


Corano, Medio Oriente, fine XVIII sec.
Muhammad è il "sigillo dei Profeti", la legge da lui trasmessa, è l'ultima, la definitiva. Il concetto di Profeta nell'Islam è fortemente legato a quello di legislatore, il Profeta è colui che promulga le leggi che Dio ritiene adatte per l'umanità per un determinato periodo. I profeti ammessi dall'Islam sono praticamente tutti quelli della tradizione biblicocristiana: Adamo, Noè, Abramo, Mosè, ecc. Di Gesù si ammettono la nascita verginale e l'ascensione al cielo, ma non la morte poichè sarebbe tuttora vivo nei cieli.
Un ruolo importante riveste la figura di Maria. Non solo è spesso citata e indicata come santa, ma a lei viene dedicata un'intera Sura, la XIX. Di Maria è riconosciuta la verginità; l'essere madre di un fanciullo purissimo, Gesù e l'essere santa e prescelta da Dio fra tutte le donne del creato.

Bibliografia
Storia delle società islamiche I. M. Lapidus , voll. I e II, Einaudi, Treviso, 2001 (ottava ristampa 2003)
L'Islam, A. Bausani, Garzanti, Milano, 1980 (quinta edizione 2003).
Odi Mistiche, Jalal ad-Din Rumi, a cura di A. Bausani, rizzoli, Milano, 1980