Giuseppe Solmi
 

ANTICHI MANOSCRITTI SULLA VIA DELLA SETA




Per il lettore non specialista l'espressione Via della Seta
evoca poco più che la Cina, Venezia, i caravanserragli asiatici e i
viaggi dei Polo. Eppure tali suggestioni non narrano che frammenti
di una storia di dimensioni colossali. Storia di religioni e
filosofie, di astronomia e magia, di poesia e di politica di terre
«di frontiera» come il Kashmir e l'Asia centrale, ma anche di mondi
persiano, turco, arabo e infine europeo. L'evocativa denominazione
di Via della Seta si deve al barone tedesco Ferdinand von
Richthofen, esploratore e geografo che la coniò per la prima volta
nel 1877. Espressione affascinante ma ingannevole: non si
commerciava solo seta e di rado i viaggiatori percorrevano l'intero
tragitto da est a ovest. Si trattava  piuttosto di una serie
di staffette che trasportavano le merci per tappe brevi e ben note
e quando ci si fermava alle oasi o nei caravanserragli ci si
scambiavano naturalmente, oltre alle merci,  anche notizie e
idee.